Terra-Indaco
virgolette

Colorante di origine vegetale, già noto in Asia 4.000 anni fa. Nome che deriva dall’India, suo principale produttore. Si ricava dalle foglie dell’Isatis tintoria, che vengono tagliate e fatte fermentare in acqua fino a diventare un blu-violaceo caratteristico.
Simbologia e significato
Nel Sahel della Mauritania, l’indaco è uno dei colori simbolo di prestigio più ricercati. La tunica dei Tuareg è tutta indaco, considerato colore nobile. I mauritani si spalmano nelle zone non coperte da indumenti una polvere color indaco, che li rende blu di notte, li protegge dal freddo, dai raggi solari e apporta nutrimento alla pelle. L’indaco è il colore della “Conoscenza Pura”, il rapporto con le nostre capacità interiori o spirituali. Rappresenta il colore dell’equilibrio delle polarità e della purificazione mentale e fisica. È la capacità di individuare il proprio “percorso”, stabilire l’identità personale, percepire i modelli, riconoscere gli schemi. Gli Egizi gli attribuivano la corrispondenza al “Terzo Occhio”, ossia la rivelazione di tutte le cose per conoscenza diretta. L’indaco influisce fortemente sulla mente e sul sistema nervoso, ed ha la proprietà di elevare potentemente le vibrazioni di un individuo. Ha effetti anestetici sul dolore e controlla le correnti psichiche dei corpi sottili. Le sue caratteristiche equilibrate sono: intuizione, percezione, immaginazione, buona memoria, accesso e ricordo dei sogni, saper decifrare e pensare per simboli, capacità di visualizzazione. L’indaco è la ricerca di un orientamento verso la riflessione sul Sè. La scelta dell’indaco può indicare la ricerca di un equilibrio psichico – mentale – fisico, il bisogno dell’approfondimento dell’autoconoscenza, dell’introspezione. È il penultimo colore dello spettro cromatico visibile ed è il colore intuitivo che sostiene l’attività meditativa.

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